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I pattern dei vigneti nel Chianti

fotografare i policromatici vigneti nella zona del Chianti

I pattern dei vigneti nel Chianti

fotografare i policromatici vigneti nella zona del Chianti

la parola inglese pattern è difficilmente traducibile in altre lingue. Dipende dal contesto in cui la si usa. In termini fotografici, le possibili traduzioni italiane sono: motivo, struttura, ripetizione. Ma nessuna di esse ha la potenza e l’essenzialità del termine inglese. Per cui vada per pattern anche in italiano.

Vivendo e fotografando il paesaggio toscano, posso dire che i pattern migliori sono i calanchi delle Crete senesi e i vigneti del Chianti. In autunno, soprattutto questi ultimi offrono grandi opportunità fotografiche. L’impiego di quattro tipi di vitigni (Sangiovese, Canaiolo, Malvasia, Trebbiano) ha un forte effetto cromatico nel paesaggio autunnale chiantigiano. La tavolozza dei gialli, dei rossi, dei bruni e dei ruggine stria e lumeggia i filari delle viti, specie se fotografati col sole basso e in controluce.

Oggi i vigneti tappezzano le colline del Chianti in larga scala. Sono, in genere, grandi coltivazioni specializzate. Eppure, anche in questo genere di sfruttamento intensivo del terreno, la morfologia naturale delle colline viene sempre rispettata e salvaguardata, in maniera armoniosa.
I vigneti sono sistemati a rittochino, seguendo le massime pendenze del terreno, oppure a giropoggo, con i vigneti che aderiscono alle colline come un vestito attillato; oppure ancora a cavalcapoggio, e allora formano delle vere e proprie onde vegetali.
Per ritrovare la campagna bucolica del vecchio paesaggio chiantigiano a misura d’uomo, eredità del sistema mezzadrile, bisogna spostarsi in certe zone appartate di Gaiole e soprattutto sulle colline alte di Greve, nella zona di Lamole, dove si tutela il paesaggio storico rurale chiantigiano.

Per fotografare al meglio i pattern dei vigneti del Chianti occorre trovare un punto collinare al di sopra dei filari. Se non c’è, si fa ricorso al drone o a un semplice scaleo che consente un minimo ma decisivo controllo della prospettiva.